Come Duckietown ha ispirato un’adolescente italiana a diventare un’imprenditrice del settore tecnologico

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Ospitiamo un post di Valeria Cagnina, che ha avuto la fortuna di incontrare la nostra squadra molto presto – quando la prima versione di Duckietown era ancora in costruzione ed ha aiutato a costruire la prima città con il nastro adesivo!

Nulla è impossibile…la parola stessa contiene il termine “possibile”!

Ho scoperto la robotica quando avevo 11 anni grazie a dei circuiti digitali fatti con Arduino che avevo visto a Milano Coderdojo. Mi è subito piaciuta molto la robotica e ho deciso che avrei voluto costruire il mio robot.

Ho quindi cercato online un robot che potessi costruirmi da sola. Ho trovato dei video sul web che mostravano dei robot del MIT. Mi sono subito innamorata di questo magnifico robot… ma ero troppo giovane, e non avevo le competenze necessarie per costruirlo. Ho quindi cercato online altri tipi che fossero più facili da costruire, ma il mio sogno restava sempre quello di andare a vedere questo robot del MIT a Boston.

Dopo qualche tempo, seguendo dei video su Youtube e creandone di miei, ho costruito il mio primo robot da sola a 11 anni: si poteva muovere in giro per la stanza da solo e evitare ostacoli grazie a un sensore di prossimità programmato con un Arduino.

In Italia non era una cosa molto comune costruire robot a 11 anni, quindi ho avuto l’occasione di condividere questa esperienza a molti eventi e conferenze che mi hanno portato a parlare ad un TEDx a 14 anni.

Casualmente, alla stessa età, ho viaggiato negli Stati Uniti per visitare New York, Boston e il Canada. All’inizio sembrava una vacanza normale… Ho poi convinto i miei genitori ad allungare la vacanza per restare più tempo al MIT. Siamo andati a visitare Boston e il MIT ma per me non era abbastanza! Volevo dare un’occhiata all’interno di questo posto così magico per me, e in modo particolare volevo parlare con gli ingegneri che costruiscono e programmano robot! Forse sarei riuscita a vedere quel robot che avevo scoperto a 11 anni!

La prima Duckietown. MIT, 2016.

Ho lasciato i miei genitori che volevano visitare il resto della città, e ho iniziato ad andare in giro da sola per i dipartimenti del MIT, cercando di aprire ogni porta che mi trovavo davanti.

Mentre camminavo, e guardavo dentro questi laboratori, la mia attenzione venne catturata da una stanza vuota, senza umani all’interno, pieno di paperelle e una specie di strada per le macchine per terra. (?)

Cosa stava succedendo in questa stanza? Qual era la funzione di queste paperelle? Ero molto, molto curiosa, e avevo molte domande, ma non c’era nessuno nel laboratorio!

Ovviamente non mi sono arresa, credo fermamente che nulla sia impossibile, quindi, ogni giorno, fino alla mia partenza, ho continuato ad andare al MIT e a passare di fronte a QUEL laboratorio sperando di trovarci qualcuno dentro.

Finalmente un giorno vedo delle persone all’interno. Ero davvero emozionata! Ho guardato attraverso la finestra, volevo assolutamente sapere cosa stavano facendo – uno stava saldando qualcosa, un altro usava del nastro adesivo. Improvvisamente mi vedono, e mi invitano nel laboratorio! Rimasi di stucco!

Immediatamente mi chiesero molte domande: che ci fa una ragazza di 14 anni da sola al MIT, perché ero così emozionata… quindi uno di loro (non sapevo i loro nomi) mi chiese se volevo aiutare a costruire “Duckietown”. Mi disse del progetto (al tempo ancora nella sua infanzia) e mi chiese informazioni su di me e sul primo robot che avevo costruito. Dopo un pomeriggio passato insieme, ho scoperto che questo strano tipo si chiamava Andrea Censi, uno dei fondatori del progetto Duckietown! Incredibile!

Valeria ed Andrea

Andrea mi propose una sfida: dovevo provare a costruire il mio robot di Duckietown, un Duckiebot. Siccome era un progetto universitario, fui in grado di seguire dei tutorial online e fare molte domande agli altri membri di Duckietown sul forum, Slack.  Mi fece una sola richiesta: disse che anche se il robot era difficile da programmare, non mi sarei dovuta arrendere.

Ero talmente felice che fui subito d’accordo. Mi venne dato un kit per robot, e una lista di vari link e alcune “Duckies” (paperelle di gomma).

Ora toccava a me! Non volevo deludere Andrea, quindi appena arrivata in Italia mi misi al lavoro, ma wow, costruire un Duckiebot era molto difficile! Passai il pomeriggio a cercare di capire quattro righe del tutorial. Iniziai a fare domande su Slack, e provai e riprovai di nuovo.

Non avevo mai lavorato con Linux prima di quel momento, era un mondo completamente nuovo. Ho iniziato dal principio, senza conoscenze precedenti. Lavorai alcuni mesi fin quando non mi arrivò un messaggio di Andrea: “Vuoi passare del tempo qui, a Boston, e lavorare con noi su Duckietown?” Ma certo che volevo, non potevo aspettare, era una proposta incredibile!

Sono quindi diventata una Duckietown Senior Tester a 15 anni e ho passato quasi tutta l’estate nei laboratori del MIT. Il mio compito era quello di semplificare il tutorial e renderlo accessibile a studenti di liceo (come me) oltre a costruire un Duckiebot, che ora si era evoluto!

Grazie all’aiuto di Andrea e Liam (uno degli altri fondatori) sono finalmente riuscita a programmare il mio robot: era ora in grado di guidare autonomamente in giro per Duckietown. Sembrava un sogno che si avvera! Passare l’estate al MIT con Duckietown mi ha fatto scoprire un mondo nuovo: ho capito come l’educazione può essere un gioco e come imparare può essere divertente!

Il Duckiebot di Valeria

Dopo questa esperienza super con Duckietown, ho iniziato a dare un seguito al mio amore per la robotica, e ho iniziato a dare delle lezioni. Ben presto, a 16 anni ho deciso di aprire la mia scuola di robotica.

Ora questa scuola è diventata una vera e propria azienda: con il mio socio Francesco Baldassare, svolgiamo attività con bambini dai 3 anni in su, fino agli adolescenti, e anche adulti, insegnanti e aziende, come Cisco e Michelin. Organizziamo esperienze didattiche in Italia ma anche nel mondo, spiegando la robotica in modi divertenti e inusuali, sempre seguendo la prima regola della nostra scuola: “Nulla è impossibile”!

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